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Figlio del Sogno

"Un dio è l’uomo quando sogna"

Propositi

La fuga. L’impegno. Due strade distanti, ma entrambe volto della stessa pulsione. La scelta non dipende dal calcolo, risponde solo ad una voce nascosta del cuore. L’incertezza maggiore risiede allora nell’adeguarsi o meno alla sua manifestazione e realizzare il disegno che vi è rivelato. Io conosco la scelta, non il disegno. Ma al momento opportuno non presterò ascolto alcuno all’inganno della ragione; solo la libertà e la bellezza saranno la mia meta, solo la passione il mezzo.  


 Lasciando i vagheggiamenti di cui sopra (Sorriso) mi sono accorto di subire un po’ troppo la vita universitaria. Anche se la mia frequenza a lezione si è molto ridotta e la permanenza durante le lezioni ancora di più, e fermo restando che consideri l’università una delle mie priorità, non è mia intenzione vivere passivamente in base ai ritmi universitari. Pertanto senza (ancora) dare grandi scossoni alla mia vita, ho ben pensato di dedicarmi a cose che già da un po’ avevo intenzione di fare. L’agenda futura mi vede incerto tra bungee jumping, discesa delle rapide con il kayak e lancio con il paracadute (l’unico limite è quello dei costi). A questo proposito attendo le conferme di chi mi aveva assicurato la propria partecipazione..
Ma mi sto preparando per ben altro “obbiettivo”, da farsi con il bel tempo. Dato che potrebbe dare fastidio al pudore altrui, mi serbo la cosa per me, ma chi mi conosce un minimo penso abbia già capito…
Si lo so: è una sciocchezza. Ma d’altronde… “se gli uomini non commettessero talvolta delle sciocchezze, non accadrebbe assolutamente nulla di intelligente.” Animoticon

 STAY TUNED


  p.s.
Senza alcuna malignità o intolleranza e solo per cancellare qst equivoco di fondo: gradisco attenzioni solo da parte femminile. L’iterazione prolungata di approcci “diversi” non è bene accetta. Anche perché.. in questo momento.. sembra veramente, ma veramente una presa per il culo..  Sorriso

Fiore - fine par. 1

(..) laddove l’uomo piange la crudeltà degli eventi naturali, questi non si accorge di come sia sciocco il suo gemito. La Natura perpetua se stessa e la sua bellezza nel dramma, piccolo o grande che sia. Fu così in principio quando il Caos forgiò l’universo; è così all’origine di ogni essere nel trauma del parto. La voce della Natura è superiore alla cognizione umana del senso di giustizia, non conosce dolore, peccato o virtù, si eleva al di sopra dei sentimenti, forse li annichilisce ma restituisce loro autenticità. Tutto risponde all’infinita verità del creato. Ma adesso, come allora quando bambino fui spettatore della sua autorità, ancora non sono riuscito a comprendere questo principio. Il Temporale fu l’antefatto di questo pensiero che porto sempre con me e che mi sovviene di continuo. E’ il terreno fertile su cui quell’idea ha messo in profondità le sue radici. Per questa ragione tengo immensamente alla salute di quel pezzetto del mio animo dove, quel giorno di tanti anni fa, germogliò un fiore di ermetica bellezza. Come un accorto giardiniere me ne prendo cura ogni istante, senza privarlo della fantasia che lo sostiene, attendendo che un giorno esso si schiuda per mostrarmi la sua parvenza.

# 2

“Noi.
         Insieme.
Siamo un solo respiro,
una sola anima generata da Amore;
ingenua armonia che dolcemente sfugge
ai sofferenti legami dell’esistenza.

 Come pioggia di vita
che al mondo viene
con lieto annuncio di abbondanza,
lacrime gioiose ora bagnano il mio viso.

 Una stilla di infinito
hai posto nel mio petto,
un fremito di eternità
ha consumato l’attesa.”

E siamo a 20 !!!

Ci sono tanti motivi per celebrare il numero 20. Prima di tutto è il numero che viene dopo il 19 e prima del 21 (e qui si esauriscono le mie conoscenze matematiche), come pure il numero degli amminoacidi “standard”. E’ il numero di maglia di Ginobili ed il prefisso per chiamare in Egitto. E negli USA è un modo comune per riferirsi ad una certa quantità di marijuana.
In definitiva non è un gran numero…
 Però indica la mia età: oggi (per essere esatti alle 10.20) ho compiuto 20 anni. E lo percepisco come un traguardo importante, come l’inizio di un periodo nuovo della mia vita. Nella cultura giapponese è il compimento del 20esimo anno di vita che segna l’ingresso nella vita adulta. E così (per tanti motivi..) sarà per me.

 Ho guardato alle persone famose nate in questo stesso giorno; tra questi (oltre Blanqui, Verne, James Dean, Jack Lemmon, Alonzo Mourning fra quelli che mi piace ricordare) mi ha colpito che Ungaretti sia nato esattamente un secolo prima di me, nel 1888. Figo..
Speriamo mi porti bene. Lui è campato fino a 82 anni. Potrebbe anche andare.. ah però dimenticavo: io sono immortale. Già..
Lo stesso farei volentieri a meno della mia immortalità, se fossi in grado di scrivere come lui.. 

he'e nalu

 Stanotte è stato il fragore di un onda a svegliare il mio sonno.
Tante cose contribuiscono alla mia serenità; ma nient’altro scuote i miei sensi con lo stesso vigore. Le lunghe giornate in mezzo alle onde sono cristallizzate nella memoria come forme pure. Se chiudo gli occhi rivedo chiaramente ogni attimo, percepisco le medesime sensazioni. Non esiste niente di comparabile.
E’ in quei momenti infernali, quando giochi imprudente con l’ignoto ed affronti senza pensare la potenza della natura, riuscendo a sovrastarla o almeno ad aggirarne gli inganni, che sento la vita in altro modo, con una intensità spaventosa. Attendo sempre con ansia il duello con il mare; aspetto impaziente per mesi per poterlo sfidare ancora una volta, anche un giorno solo, quando questi si presenta con il suo volto più terribile. Quando il mare in tempesta urla la sua rabbia dissennata, noi siamo pronti a vincerlo ed entrare tremando nelle sue acque livide e burrascose. Allora, anche se in compagnia di un folle che vive anch’esso per catturare gli stessi momenti, rimani comunque da solo contro le onde. La paura si insinua in ogni parte del tuo corpo.
Ogni volta convivo con questa sensazione di terrore, che quasi blocca ogni mio movimento; ma quando ormai la riva è lontana e le montagne d’acqua crescono a dismisura davanti ai tuoi occhi minacciando di rovesciarti contro la loro furia, allora il rimorso e l’angoscia non hanno più valore: anche se ti sembra evidente che stai commettendo una pazzia devi girarti e prenderla. Non puoi fare altro. E dopo due moccoli confidi nella preghiera, sperando di non cadere (perché altrimenti si metterebbe davvero male) mentre l’onda alle tue spalle è ormai sopraggiunta ed inizia a collassare sopra la tua testa. Ma quanto più grande è l’onda, quanto più grande il pericolo, tanto smisurata è la ricompensa, perché una volta uscito incolume e superbo da quei turbini violenti ti senti alla pari di un Dio e  gioisci di avercela fatta. E poi sei subito pronto a prenderne un’altra.


 

illusione

Come è potuto accadere che perdessimo di vista ciò che amiamo? Cosa ci ha allontanato dall’unica fonte di bene?
Cosa accade in un uomo quando questi comprende di aver sbagliato tutto e non poter porre alcun rimedio? Se questi si accorge di aver arrecato dolore ingiustamente? E non abbia almeno tentato di limitarlo?
Accade che il nulla si impossessa della sua anima. Ogni cosa perde di valore; ogni atto soggiace sopra una vergogna infinita. E  adesso io sento questo vuoto immenso, questa muta e inconfessabile angoscia.
Così tanto preoccupati di essere amati, di essere riconosciuti come importanti, che ci dimentichiamo di amare il prossimo e ricompensare i doni di chi ci ama senza condizioni, solo in virtù della nostra esistenza. L’insulto al Padre non può essere perdonato.
Quanto poco basterebbe per esaudire la soddisfazione altrui, quanto poco per accendere la debole fiamma della felicità! Ma non abbiamo imparato alcunché dalle tragedie dei nostri giorni; ovunque siamo destinati a fallire, ovunque non ci curiamo delle impronte lasciate.
Eppure guardo ad un momento di strana e trascorsa felicità, quando tutto era più semplice, uno sguardo solo cancellava l’ombra del peccato, il vivere risuonava nella sua pienezza. Ma come grida gioiose in una giostra ora spenta, quel momento è stato dimenticato e con esso si è smarrita la guida del sentimento.
 Se non siamo capace di amare, non siamo niente. Tutto si spenge.    

Tuttavia adesso comprendo l’illusione cui ci siamo prostrati, comprendo quanto la nostra insicurezza, il nostro bisogno d’amore, a volte ci inganni, celando la via maestra della distensione dell’anima.
E allora quale il cammino, quale il modo, una volta distinta la sorgente della nostra ingenua malvagità?
Occorre trasformare in nuova e fulgida speranza l’odio che, ottenebrati dal pianto, abbiamo rivolto contro noi stessi; prendere coscienza della propria natura e aspirare alla massima realizzazione del disegno che ci prefiggiamo, senza fornire un pretesto alla comune mediocrità;  avere un caos dentro di sé al fine di generare una stella danzante; ricercare nel proprio cuore e negli occhi delle persone che ami la ragione di bene cui indirizzare ogni pulsione. Là non può esistere sconfitta.
Spesso ho cercato questa luce, sempre mi sono addentrato nell’oscurità.



Bye bye monkey...

 Peccato.. Non potrò tenere uno scimpanzè. Non perché la legge lo proibisca o me lo abbiano vietato in famiglia (anche se mia madre mi ha continuato a ripetere ossessivamente che sia io sia la scimmia saremmo finiti fuori di casa), ma perché ormai quasi tutti i primati sono in pericolo di estinzione e non devono essere sottratti al loro ambiente naturale. Tra l’altro le scimmie che vengono vendute legalmente spesso sono frutto di un contrabbando spietato e quindi per l’amore che porto verso i miei cugini non potrei mai incoraggiare un traffico così crudele. Quando ho realizzato questa cosa mi sono un poco rattristato..
Poi però mi sono ricordato del detto “se Maometto non va alla montagna, è la montagna che va a Maometto” e allora ho pensato: se il mio amico scimpanzè non può venire nel mondo degli uomini allora sarò io ad andare nel mondo degli scimpanzè. Ma non ero tanto convinto nemmeno di questa soluzione..
Così ho fatto affidamento al mio sogno di felicità e ho progettato di realizzarlo un giorno: lasciare il mondo “civile” (che tanto non offre un granché) e trovare rifugio in un qualche luogo ancora non corrotto dagli spregi dell’uomo e stabilirmi laggiù con le persone cui voglio bene. Probabilmente non sarà mai possibile, ma mi piacerebbe avere la forza di attuare questo ipotetico disegno, perché in realtà più vado avanti nel mio viaggio più mi rendo conto di quanto nessuno di noi sia in grado di liberarsi dalle catene di una società improntata a principi sbagliati (come diceva Jean-Jacques) e che invece la piena serenità sarebbe davvero a portata di mano se solo prendessimo un’altra direzione, se solo provassimo a considerare un modo diverso.

Lo stesso mi fa piacere immaginarmi camminare su di una spiaggia inondata dal sole assieme al mio amico scimpanzè. 

Tutto risplende


"Un uomo può fare una sola cosa,
trovare una situazione che sia sua,
crearsi un'isola attorno.

Se non ti incontrerò mai in questa vita
 almeno che io senta la tua mancanza.
Uno sguardo dei tuoi occhi
e la mia vita sarà tua.

Dove eravamo insieme, chi eri tu ?
Quello col quale ho vissuto, camminato,
il fratello, l'amico.

Buio da luce,
conflitto da amore.
Sono il frutto di una sola mente,
 il tratto di un solo volto.

Oh anima mia,
fa che io sia in te adesso,
guarda attraverso i miei occhi,
guarda le cose che hai creato.

Tutto risplende."



Luce

 "La nostra più grande paura non è quella di essere inadeguati.
La nostra più grande paura è quella di essere potenti al di là di ogni misura.
È la nostra luce, non la nostra oscurità che più ci spaventa.
Agire da piccolo uomo non aiuta il mondo,
non c'è nulla di illuminante nel rinchiudersi in sè stessi così che le persone intorno a noi si sentiranno insicure.
Noi siamo nati per rendere manifesta la gloria che c'è dentro di noi, non è solo in alcuni di noi è in tutti noi.
Se noi lasciamo la nostra luce splendere inconsciamente diamo alle altre persone il permesso di fare lo stesso.
Appena ci liberiamo dalla nostra paura la nostra presenza automaticamente libera gli altri."

                                                                                                                                      Nelson Mandela

Che illumini il vostro cammino




Figlio del Sogno

 

“DORMONO LE CIME DEI MONTI,

DORMONO I BOSCHI E IL MARE

E TU VEGLI INSONNE A TARDA NOTTE, ALEXANDROS.

DOVE VAGANO I TUOI OCCHI,

DOVE IL TUO CUORE?

CERCHI LUOGHI REMOTI

DOVE TRAMONTANO LE COSTELLAZIONI,

DOVE MUOIONO LE ONDE DELL’OCEANO ESTREMO.

NON PENSI A ME, ALLA MIA ATTESA AMARA,

TU ARDI DEL FUOCO CHE BRUCIA

NEL CUORE DEGLI DEI.”

 

 

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Alessandro Tinti

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in bilico sulla sottile linea rossa che separa il senno dalla follia

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«Se non amo, non sono niente» Racine

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