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La fuga. L’impegno. Due strade distanti, ma entrambe volto della
stessa pulsione. La scelta non dipende dal calcolo, risponde solo ad una voce nascosta
del cuore. L’incertezza maggiore risiede allora nell’adeguarsi o meno alla sua
manifestazione e realizzare il disegno che vi è rivelato. Io conosco la
scelta, non il disegno. Ma al momento opportuno non presterò ascolto alcuno all’inganno
della ragione; solo la libertà e la bellezza saranno la mia meta, solo la
passione il mezzo.
Lasciando i
vagheggiamenti di cui sopra ( ) mi sono accorto di
subire un po’ troppo la vita universitaria. Anche se la mia frequenza a lezione
si è molto ridotta e la permanenza durante le lezioni ancora di più, e fermo
restando che consideri l’università una delle mie priorità, non è mia
intenzione vivere passivamente in base ai ritmi universitari. Pertanto senza
(ancora) dare grandi scossoni alla mia vita, ho ben pensato di dedicarmi a cose
che già da un po’ avevo intenzione di fare. L’agenda futura mi vede incerto tra
bungee jumping, discesa delle rapide con il kayak e lancio con il paracadute (l’unico
limite è quello dei costi). A questo proposito attendo le conferme di chi mi
aveva assicurato la propria partecipazione.. Ma mi sto
preparando per ben altro “obbiettivo”, da farsi con il bel tempo. Dato che potrebbe dare fastidio al
pudore altrui, mi serbo la cosa per me, ma chi mi conosce un minimo penso abbia
già capito… Si lo so: è una
sciocchezza. Ma d’altronde… “se gli
uomini non commettessero talvolta delle sciocchezze, non accadrebbe
assolutamente nulla di intelligente.”
STAY
TUNED
p.s. Senza alcuna
malignità o intolleranza e solo per cancellare qst equivoco di fondo: gradisco attenzioni
solo da parte femminile. L’iterazione prolungata di approcci “diversi” non è
bene accetta. Anche perché.. in questo momento.. sembra veramente, ma veramente
una presa per il culo.. 
(..) laddove l’uomo piange la crudeltà
degli eventi naturali, questi non si accorge di come sia sciocco il suo gemito.
La Natura
perpetua se stessa e la sua bellezza nel dramma, piccolo o grande che sia. Fu
così in principio quando il Caos forgiò l’universo; è così all’origine di ogni
essere nel trauma del parto. La voce della Natura è superiore alla cognizione
umana del senso di giustizia, non conosce dolore, peccato o virtù, si eleva al
di sopra dei sentimenti, forse li annichilisce ma restituisce loro autenticità.
Tutto risponde all’infinita verità del creato. Ma adesso, come allora quando
bambino fui spettatore della sua autorità, ancora non sono riuscito a
comprendere questo principio. Il Temporale fu l’antefatto di questo pensiero
che porto sempre con me e che mi sovviene di continuo. E’ il terreno fertile su
cui quell’idea ha messo in profondità le sue radici. Per questa ragione tengo
immensamente alla salute di quel pezzetto del mio animo dove, quel giorno di
tanti anni fa, germogliò un fiore di ermetica bellezza. Come un accorto
giardiniere me ne prendo cura ogni istante, senza privarlo della fantasia che
lo sostiene, attendendo che un giorno esso si schiuda per mostrarmi la sua
parvenza.
“Noi. Insieme. Siamo un solo respiro, una sola anima generata da Amore; ingenua armonia che dolcemente sfugge ai sofferenti legami dell’esistenza.
Come pioggia di vita che al mondo viene con lieto annuncio di abbondanza, lacrime gioiose ora bagnano il mio viso.
Una stilla di infinito hai posto nel mio petto, un fremito di eternità ha consumato l’attesa.”
Ci sono tanti motivi per celebrare il numero 20. Prima di tutto
è il numero che viene dopo il 19 e prima del 21 (e qui si esauriscono le mie
conoscenze matematiche), come pure il numero degli amminoacidi “standard”. E’
il numero di maglia di Ginobili ed il prefisso per chiamare in Egitto. E negli
USA è un modo comune per riferirsi ad una certa quantità di marijuana. In definitiva non è un gran numero… Però indica la mia età: oggi (per essere esatti alle 10.20) ho
compiuto 20 anni. E lo percepisco come un traguardo importante, come l’inizio
di un periodo nuovo della mia vita. Nella cultura giapponese è il compimento
del 20esimo anno di vita che segna l’ingresso nella vita adulta. E così (per
tanti motivi..) sarà per me.
Ho guardato alle persone famose nate in questo stesso giorno;
tra questi (oltre Blanqui, Verne, James Dean, Jack Lemmon, Alonzo Mourning fra
quelli che mi piace ricordare) mi ha colpito che Ungaretti sia nato esattamente
un secolo prima di me, nel 1888. Figo.. Speriamo mi porti bene. Lui è campato fino a 82 anni. Potrebbe
anche andare.. ah però dimenticavo: io sono immortale. Già.. Lo stesso farei volentieri a meno della mia immortalità, se
fossi in grado di scrivere come lui..
Stanotte è stato il fragore di un
onda a svegliare il mio sonno.
Tante cose contribuiscono alla mia serenità; ma nient’altro scuote i miei sensi
con lo stesso vigore. Le lunghe giornate in mezzo alle onde sono cristallizzate
nella memoria come forme pure. Se chiudo gli occhi rivedo chiaramente ogni
attimo, percepisco le medesime sensazioni. Non esiste niente di comparabile.
E’ in quei momenti infernali, quando giochi imprudente con l’ignoto ed affronti
senza pensare la potenza della natura, riuscendo a sovrastarla o almeno ad
aggirarne gli inganni, che sento la vita in altro modo, con una intensità
spaventosa. Attendo sempre con ansia il duello con il mare; aspetto impaziente
per mesi per poterlo sfidare ancora una volta, anche un giorno solo, quando
questi si presenta con il suo volto più terribile. Quando il mare in tempesta
urla la sua rabbia dissennata, noi siamo pronti a vincerlo ed entrare tremando
nelle sue acque livide e burrascose. Allora, anche se in compagnia di un folle
che vive anch’esso per catturare gli stessi momenti, rimani comunque da solo
contro le onde. La paura si insinua in ogni parte del tuo corpo.
Ogni volta convivo con questa sensazione di terrore, che quasi blocca ogni mio
movimento; ma quando ormai la riva è lontana e le montagne d’acqua crescono a
dismisura davanti ai tuoi occhi minacciando di rovesciarti contro la loro
furia, allora il rimorso e l’angoscia non hanno più valore: anche se ti sembra
evidente che stai commettendo una pazzia devi girarti e prenderla. Non puoi
fare altro. E dopo due moccoli confidi nella preghiera, sperando di non cadere
(perché altrimenti si metterebbe davvero male) mentre l’onda alle tue spalle è
ormai sopraggiunta ed inizia a collassare sopra la tua testa. Ma quanto più
grande è l’onda, quanto più grande il pericolo, tanto smisurata è la
ricompensa, perché una volta uscito incolume e superbo da quei turbini violenti
ti senti alla pari di un Dio e gioisci di avercela fatta. E poi sei
subito pronto a prenderne un’altra.
Come è
potuto accadere che perdessimo di vista ciò che amiamo? Cosa ci ha allontanato
dall’unica fonte di bene?
Cosa accade in un uomo quando questi comprende di aver sbagliato tutto e non
poter porre alcun rimedio? Se questi si accorge di aver arrecato dolore
ingiustamente? E non abbia almeno tentato di limitarlo?
Accade che il nulla si impossessa della sua anima. Ogni cosa perde di valore;
ogni atto soggiace sopra una vergogna infinita. E adesso io sento questo vuoto
immenso, questa muta e inconfessabile angoscia.
Così tanto preoccupati di essere amati, di essere riconosciuti come importanti,
che ci dimentichiamo di amare il prossimo e ricompensare i doni di chi ci ama
senza condizioni, solo in virtù della nostra esistenza. L’insulto al Padre non
può essere perdonato.
Quanto poco basterebbe per esaudire la soddisfazione altrui, quanto poco per
accendere la debole fiamma della felicità! Ma non abbiamo imparato alcunché
dalle tragedie dei nostri giorni; ovunque siamo destinati a fallire, ovunque
non ci curiamo delle impronte lasciate.
Eppure guardo ad un momento di strana e trascorsa felicità, quando tutto era
più semplice, uno sguardo solo cancellava l’ombra del peccato, il vivere
risuonava nella sua pienezza. Ma come grida gioiose in una giostra ora spenta,
quel momento è stato dimenticato e con esso si è smarrita la guida del
sentimento. Se non siamo capace di
amare, non siamo niente. Tutto si spenge.
Tuttavia
adesso comprendo l’illusione cui ci siamo prostrati, comprendo quanto la nostra
insicurezza, il nostro bisogno d’amore, a volte ci inganni, celando la via maestra
della distensione dell’anima.
E allora quale il cammino, quale il modo, una volta distinta la sorgente della
nostra ingenua malvagità?
Occorre trasformare in nuova e fulgida speranza l’odio che, ottenebrati dal
pianto, abbiamo rivolto contro noi stessi; prendere coscienza della propria
natura e aspirare alla massima realizzazione del disegno che ci prefiggiamo,
senza fornire un pretesto alla comune mediocrità; avere un caos dentro di
sé al fine di generare una stella danzante; ricercare nel proprio cuore e negli
occhi delle persone che ami la ragione di bene cui indirizzare ogni pulsione.
Là non può esistere sconfitta.
Spesso ho cercato questa luce, sempre mi sono addentrato nell’oscurità.
Peccato..
Non potrò tenere uno scimpanzè. Non perché la legge lo proibisca o me lo
abbiano vietato in famiglia (anche se mia madre mi ha continuato a ripetere
ossessivamente che sia io sia la scimmia saremmo finiti fuori di casa), ma
perché ormai quasi tutti i primati sono in pericolo di estinzione e non devono
essere sottratti al loro ambiente naturale. Tra l’altro le scimmie che vengono
vendute legalmente spesso sono frutto di un contrabbando spietato e quindi per
l’amore che porto verso i miei cugini non potrei mai incoraggiare un traffico
così crudele. Quando ho realizzato questa cosa mi sono un poco rattristato..
Poi però mi sono ricordato del detto “se Maometto non va alla montagna, è la
montagna che va a Maometto” e allora ho pensato: se il mio amico scimpanzè non
può venire nel mondo degli uomini allora sarò io ad andare nel mondo degli
scimpanzè. Ma non ero tanto convinto nemmeno di questa soluzione..
Così ho fatto affidamento al mio sogno di felicità e ho progettato di
realizzarlo un giorno: lasciare il mondo “civile” (che tanto non offre un
granché) e trovare rifugio in un qualche luogo ancora non corrotto dagli spregi
dell’uomo e stabilirmi laggiù con le persone cui voglio bene. Probabilmente non
sarà mai possibile, ma mi piacerebbe avere la forza di attuare questo ipotetico
disegno, perché in realtà più vado avanti nel mio viaggio più mi rendo conto di
quanto nessuno di noi sia in grado di liberarsi dalle catene di una società
improntata a principi sbagliati (come diceva Jean-Jacques) e che invece la
piena serenità sarebbe davvero a portata di mano se solo prendessimo un’altra
direzione, se solo provassimo a considerare un modo diverso.
Lo
stesso mi fa piacere immaginarmi camminare su di una spiaggia inondata dal sole
assieme al mio amico scimpanzè.
"Un uomo può fare una sola cosa,
trovare una situazione che sia sua,
crearsi un'isola attorno.
Se non ti incontrerò mai in questa vita
almeno che io senta la tua mancanza.
Uno sguardo dei tuoi occhi
e la mia vita sarà tua.
Dove
eravamo insieme, chi eri tu ?
Quello col quale ho vissuto, camminato,
il fratello, l'amico.
Buio da
luce,
conflitto da amore.
Sono il frutto di una sola mente,
il tratto di un solo volto.
Oh anima
mia,
fa che io sia in te adesso,
guarda attraverso i miei occhi,
guarda le cose che hai creato.
Tutto risplende."
"La nostra più grande paura non è quella di
essere inadeguati.
La nostra più grande paura è
quella di essere potenti al di là di ogni misura.
È la nostra luce, non la nostra
oscurità che più ci spaventa.
Agire da piccolo uomo non aiuta
il mondo,
non c'è nulla di illuminante nel
rinchiudersi in sè stessi così che le persone intorno a noi si sentiranno
insicure.
Noi siamo nati per rendere
manifesta la gloria che c'è dentro di noi, non è solo in alcuni di noi è in
tutti noi.
Se noi lasciamo la nostra luce
splendere inconsciamente diamo alle altre persone il permesso di fare lo
stesso.
Appena ci liberiamo dalla nostra
paura la nostra presenza automaticamente libera gli altri."
Nelson Mandela
Che illumini il vostro cammino
“DORMONO LE CIME DEI MONTI,
DORMONO I BOSCHI E IL MARE
E TU VEGLI INSONNE A TARDA NOTTE,
ALEXANDROS.
DOVE VAGANO I TUOI OCCHI,
DOVE IL TUO CUORE?
CERCHI LUOGHI REMOTI
DOVE TRAMONTANO LE COSTELLAZIONI,
DOVE MUOIONO LE ONDE DELL’OCEANO ESTREMO.
NON PENSI A ME, ALLA MIA ATTESA AMARA,
TU ARDI DEL FUOCO CHE BRUCIA
NEL CUORE DEGLI DEI.”
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